Sette trapianti in 24 ore, record al Polo San Camillo-Forlanini

Sette trapianti in 24 ore

Sette trapianti in 24 ore

Sette trapianti in sole 24 ore. Il Polo ospedaliero interaziendale trapianti (Poit)dell’azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini e dell’istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani segna un primato nella nostra regione. Mai prima d’ora, infatti, si erano eseguiti così tanti trapianti in un solo giorno: 4 reni e 3 fegati, di cui uno suddiviso in due parti autonome (split epatico), consentendo così anche un trapianto pediatrico. Un risultato possibile solo grazie a un lavoro di squadra impeccabile, che ha visto coinvolti chirurghi, anestesisti, infermieri, operatori sociosanitari e tutti i professionisti che, ogni giorno, mettono la loro competenza e passione al servizio dei pazienti.
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Addio allo scrittore e poeta Mazzoleni Una vita per la cultura

Ermellino Mazzoleni

Ermellino Mazzoleni

«La sua vita è stata segnata dall’insegnamento, con il ruolo di maestro elementare a Grassobbio che ha ricoperto per molti anni, e dall’amore per la scrittura. Era un uomo di pensiero libero, sempre pronto a rielaborare le tradizioni con una visione personale e mai banale». Poeta e narratore, Mazzoleni ha scritto con la stessa passione sia in italiano che in dialetto bergamasco.
La sua scrittura, che si ispirava anche alle laudi medievali, si faceva eco di una spiritualità concreta, radicata nella tradizione ma aperta alla sperimentazione.
Molti sono stati gli scolari di Grassobbio che l’hanno avuto come maestro, chissà quanti hanno compreso il valore del loro insegnante. Si era veramente giovani, alle prime esperienze scolastiche, e forse solo oggi si può realizzare fino in fondo la fortuna di averlo incontrato. Cliccare sull’immagine a fianco per leggere l’articolo di Andrea Taletti pubblicato da L’Eco di Bergamo. 

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La mielofibrosi, poi il trapianto «Mia figlia mi ha ridato la vita»

La serata di sensibilizzazione

La serata di sensibilizzazione

La vita, un dono reciproco anzi, «Un dono che vale una vita». Questo è lo slogan della serata di sensibilizzazione alla donazione svoltasi a Mornico venerdì, voluta dalla mornicese Elena D’Amico, 55 anni, con la figlia ventiseienne Lisa Simonetti. Elena ha testimoniato la sua ventennale storia di malattia, con la diagnosi rara di mielofibrosi, conclusasi positivamente con il trapianto di midollo, avvenuto nel 2021 agli Ospedali Civili di Brescia, donatole da Lisa. «Lisa mi ha ridato la vita – esordisce Elena –. Nella malattia, io credente, mi sono sempre sentita connessa con Dio.”
Per leggere l’articolo di Gloria Belotti pubblicato da L’Eco di Bergamo cliccare sull’immagine a fianco.

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