Due sale operatorie attigue, due équipe al lavoro contemporaneamente, un rarissimo doppio trapianto cardiaco in simultanea che ha restituito una seconda vita a due pazienti affetti da una simile e severa cardiomiopatia , una malattia del muscolo cardiaco che compromette progressivamente la funzionalità del cuore fino a renderne necessario l’inserimento in lista d’attesa per un trapianto.
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Al «Papa Giovanni» in 10 anni oltre 1.600 trapianti
Parlare di trapianti vuol dire mettere al centro un’elevata specializzazione clinica, ma anche toccare un ambito emotivo delicatissimo, perché ogni operazione è l’incontro tra una vita che si spegne – quella del donatore, al di là dei più rari casi di donazione da vivente – e una vita che può continuare. «Gli aspetti emotivi sono importantissimi, ed è giusto che i cittadini abbiano fiducia sul fatto che gli organi donati vengano utilizzati al meglio per pazienti che hanno un’estrema necessità».
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«Stanza della Vita»
«Stanza della Vita»: un ambiente per accogliere i colloqui tra gli operatori
sanitari e i parenti di persone che si trovano in condizioni critiche. Attigua alle Terapie intensive, la sala potrà essere usata, ad esempio, per chiedere il consenso alla donazione degli organi, oppure per comunicare aggiornamenti sulla situazione di un malato grave.
È il frutto della collaborazione tra l’Asst Papa Giovanni, che ha sostenuto parte dei costi e favorito le sinergie, dell’Aido provinciale di Bergamo, che ha cofinanziato l’intervento con una generosa donazione, e degli allievi della classe 5a del Cfp della Scuola d’arte «Andrea Fantoni» di Bergamo, indirizzo Arredo e design, che hanno lavorato alla
progettazione e realizzazione. Al «Papa Giovanni». Attigua alle Terapie intensive, realizzata insieme ad Aido e Scuola d’Arte Fantoni Locati: un luogo per favorire ascolto, dialogo e relazioni Scuola d’arte «Andrea Fantoni» di Bergamo, indirizzo Arredo e design, che hanno lavorato alla progettazione e realizzazione.
Alle parole sopra riportate e tratte dall’articolo di L’Eco di Bergamo, vorremmo aggiungere un doveroso ringraziamento ai Gruppi AIDO Comunali per il loro importante contributo all’iniziativa.
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A Pasqua tre trapianti di fegato al «Papa Giovanni»
“Un gioco di squadra prezioso (una trentina le persone impegnate) che ha avuto come risultato tre vite preservate. Tra le operazioni di prelievo e di trapianto sono stati coinvolti complessivamente 9 medici della Chirurgia generale 3 – Trapianti addominali (diretta da Domenico Pinelli), 5 anestesisti delle Unità di Anestesia 2 (guidata da Luca Lorini) e della Gestione Blocchi operatori (il cui responsabile è Alberto Benigni), affiancati da 15 professionisti tra personale infermieristico di sala, infermieri strumentisti e di anestesia e Oss.”
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16 trapianti eseguiti in sole 72 ore, insieme a decine di innesti di tessuto
“La Lombardia punta a raggiungere entro la fine del 2026 la quota di 36 donatori per milione di abitanti (erano 20 nel 2021). Un obiettivo sostenuto dal rafforzamento dei programmi Dcd (donazione a cuore fermo) e da una rete che presidia 100 ospedali.”
“Stiamo portando le tecniche più avanzate, come la donazione a cuore fermo, in ogni provincia.”
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