Domenica 19 luglio 2026 – BERGAMO

34esima edizione CamminAido

La maglietta 34esima edizione

 

 

 

 

 

E’ in arrivo la 34esima CamminAido, come sempre per promuovere la cultura della donazione. Come sempre nel meraviglioso contesto della città di Bergamo con i suoi paesaggi, le bellezze architettoniche, i monumenti e i luoghi storici.
Con la gioia di un sorriso, “contagiamo” coloro che ci incontreranno e vedranno sulle nostre magliette il nostro simbolo …”il cuore rosso dell’Aido” !
Cliccando sulle immagini vedrete la maglietta della 34esima edizione, la brochure con i dettagli relativi a ciascun percorso e a questo link un breve video della scorsa edizione

 
 
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Due cuori nuovi nella stessa notte: all’ospedale Papa Giovanni il doppio trapianto da record

Il gruppo dei professionisti coinvolti

Due sale operatorie attigue, due équipe al lavoro contemporaneamente, un rarissimo doppio trapianto cardiaco in simultanea che ha restituito una seconda vita a due pazienti affetti da una simile e severa cardiomiopatia , una malattia del muscolo cardiaco che compromette progressivamente la funzionalità del cuore fino a renderne necessario l’inserimento in lista d’attesa per un trapianto.
Cliccare sull’immagine per leggere l’articolo pubblicato su L’Eco di Bergamo e sul seguente link per vedere il servizio trasmesso da Bergamo TV.

 
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Al «Papa Giovanni» in 10 anni oltre 1.600 trapianti

«Papa Giovanni» 1.633 trapianti di organo 

Parlare di trapianti vuol dire mettere al centro un’elevata specializzazione clinica, ma anche toccare un ambito emotivo delicatissimo, perché ogni operazione è l’incontro tra una vita che si spegne – quella del donatore, al di là dei più rari casi di donazione da vivente – e una vita che può continuare. «Gli aspetti emotivi sono importantissimi, ed è giusto che i cittadini abbiano fiducia sul fatto che gli organi donati vengano utilizzati al meglio per pazienti che hanno un’estrema necessità». 
Per leggere l’articolo di L’Eco di Bergamo cliccare sull’immagine.

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«Stanza della Vita»

«Stanza della Vita»: un ambiente per accogliere i colloqui tra gli operatori sanitari e i parenti di persone che si trovano in condizioni critiche. Attigua alle Terapie intensive, la sala potrà essere usata, ad esempio, per chiedere il consenso alla donazione degli organi, oppure per comunicare aggiornamenti sulla situazione di un malato grave.
È il frutto della collaborazione tra l’Asst Papa Giovanni, che ha sostenuto parte dei costi e favorito le sinergie, dell’Aido provinciale di Bergamo, che ha cofinanziato l’intervento con una generosa donazione, e degli allievi della classe 5a del Cfp della Scuola d’arte «Andrea Fantoni» di Bergamo, indirizzo Arredo e design, che hanno lavorato alla
progettazione e realizzazione. Al «Papa Giovanni». Attigua alle Terapie intensive, realizzata insieme ad Aido e Scuola d’Arte Fantoni Locati: un luogo per favorire ascolto, dialogo e relazioni Scuola d’arte «Andrea Fantoni» di Bergamo, indirizzo Arredo e design, che hanno lavorato alla progettazione e realizzazione.
Alle parole sopra riportate e tratte dall’articolo di L’Eco di Bergamo, vorremmo aggiungere un doveroso ringraziamento ai Gruppi AIDO Comunali per il loro importante contributo all’iniziativa.
Cliccando sulle immagini, in ordine dall’alto in basso, si potrà accedere rispettivamente all’articolo pubblicato da L’Eco di Bergamo, al servizio di Bergamo TV e ad un video di BGNews.

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A Pasqua tre trapianti di fegato al «Papa Giovanni»

A Pasqua mini-maratona al «Papa Giovanni»

“Un gioco di squadra prezioso (una trentina le persone impegnate) che ha avuto come risultato tre vite preservate. Tra le operazioni di prelievo e di trapianto sono stati coinvolti complessivamente 9 medici della Chirurgia generale 3 – Trapianti addominali (diretta da Domenico Pinelli), 5 anestesisti delle Unità di Anestesia 2 (guidata da Luca Lorini) e della Gestione Blocchi operatori (il cui responsabile è Alberto Benigni), affiancati da 15 professionisti tra personale infermieristico di sala, infermieri strumentisti e di anestesia e Oss.”
Cliccare sull’immagine per leggere l’articolo pubblicato da Luca Bonzanni su L’Eco di Bergamo.

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