Torino, 29 settembre 2024 – Nei giorni scorsi, per la prima volta in Italia, è stato eseguito il trapianto di un blocco multiorgano cuore-fegato, presso l’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. A ricevere questo prezioso dono una donna di 38 anni proveniente da Roma, affetta da una grave cardiopatia congenita, che era stata già più volte operata al cuore.
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Archivio mensile:Settembre 2024
Trapiantati in bici per promuovere la cultura del dono
La gara ciclistica promossa dall’associazione «Amici del Trapianto di Fegato» di Bergamo in collaborazione con l’Asst «Papa Giovanni XXIII» e dedicata a tutti i ciclisti trapiantati torna con la 18ª edizione. Un appuntamento consolidato che ha toccato quasi tutte le regioni d’Italia e che quest’anno arriva in Calabria per raccontare l’importanza del dono degli organi.
Saranno 15 i ciclisti a percorrere 350 chilometri in Calabria. Nove di loro hanno una storia di trapianto.
Clicca sull’immagine a fianco per leggere l’articolo di l’Eco di Bergamo a cura di Lorenzo Catania.
200° donatore di midollo al «Papa Giovanni»
Dice di avere paura degli aghi. «Il terrore, se proprio devo raccontarla tutta. Ero in Università, quando c’era una iniziativa di sensibilizzazione alla donazione di midollo. Ho fatto il prelievo, così, per caso, e nel 2017 mi sono iscritto al Registro dei donatori. Poi, dopo anni, sono stato chiamato a donare, al “Papa Giovanni”…Con la Fondazione Albergoni Olus e con Admo ci occupiamo di sensibilizzare i ragazzi delle scuole superiori e dell’Università. Per la nostra realtà di Centro donatori della provincia di Bergamo, aver raggiunto il traguardo di 200 donazioni è veramente importante.
Per leggere l’articolo a cura di Carmen Tancredi pubblicato su l’Eco di Bergamo cliccare sull’immagine a fianco.
Primo trapianto al mondo di un intero occhio… ma il lavoro da fare è ancora tanto
Sono «promettenti», a distanza di un anno, i risultati clinici del primo trapianto al mondo di un occhio intero – e di parte del viso – eseguito su un uomo americano di 46 anni sopravvissuto a un gravissimo infortunio sul lavoro: potrebbero aprire nuove frontiere per il ripristino della vista nelle persone che l’hanno persa. È quanto emerge da uno studio pubblicato ieri sulla prestigiosa rivista Jama Ophthalmology.
Per leggere l’articolo pubblicato dal Corriere della Sera a firma di Maria Giovanna Faiella cliccare sull’immagine a fianco.






