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Gruppo comunale AIDO Grassobbio

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Bergamo, primo trapianto combinato da donatore vivente in Italia: padre dona due organi alla figlia

I chirurghi della Chirurgia 3 diretta da Domenico Pinelli

È il primo in Italia: un trapianto combinato, cioè in simultanea, da donatore vivente. Questo, di donatore, è un padre che ha salvato la figlia di 7 anni. È un cittadino serbo di 37 anni, lui e la figlia stanno bene e sono stati dimessi dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII lunedì 19 gennaio 2026. La piccola resterà a Bergamo per i controlli per i prossimi mesi, ma potrà condurre una vita regolare. La bimba soffriva da tempo di una rara malattia genetica che colpisce sia il fegato che i reni, e che la costringeva alla dialisi fin dall’età di 4 anni. La dialisi peritoneale domiciliare durava dalle 13 alle 18 ore al giorno, poi la necessità di ricorrere all’emodialisi ha limitato i movimenti della piccola, legata a sedute di dialisi eseguite a giorni alterni. Il quadro si è complicato dallo sviluppo di cirrosi epatica, che non consentiva l’esecuzione di un trapianto renale isolato. (Corriere della Sera).
Per leggere l’articolo pubblicato su L’Eco di Bergamo cliccare sull’immagine.

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L’Italia torna a ricoprire la presidenza della South Alliance for Transplant (SAT)

South Alliance for Transplant (SAT)

L’obiettivo principale della South Alliance for Transplant (SAT) è instaurare un accordo di cooperazione formale tra gli organismi competenti per la donazione ed il trapianto di sostanze di origine umana dei paesi dell’area Sud Occidentale dell’Europa. L’idea di questa cooperazione scaturisce dall’interesse di Italia, Francia e Spagna a individuare soluzioni condivise per le stesse problematiche. Le tre organizzazioni hanno infatti principi bioetici comuni nel settore della donazione e trapianto, hanno tutte un sistema organizzativo e normativo simile e la loro attività è largamente basata sul trapianto da donatore deceduto. Queste tipologie di accordo, tra cui il SAT, risultano strategiche alla luce di quanto previsto dalla Direttiva Europea 53/2010 (qualità e sicurezza nella donazione e il trapianto di organi da parte dei Paesi Membri), che rende particolarmente necessario lo sviluppo di strategie comuni tra le organizzazioni nazionali. Portogallo e Grecia sono entrati a far parte della SAT rispettivamente nel 2013 e nel 2019, mentre la Repubblica Ceca e la Svizzera hanno lo status di osservatori. Nel corso degli anni è stato avviato un programma comune di donazione incrociata di renei (cross-over) e consolidata la cooperazione relativa allo scambio di organi in eccedenza.
Per leggere l’articolo del Centro Nazionale Trapianti cliccare sull’immagine.

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Appello dall’ospedale Niguarda: «Servono più donazioni di pelle»

proprio in questi giorni avere scorte di cute si sta rivelando prezioso

Un appello. «Aumentare ulteriormente le donazioni». Perché se le donazioni post mortem di organi e cornee l’anno scorso sono cresciute (rispettivamente del 5 e del 15%), quelle di tessuti invece sono calate di un quarto. E proprio in questi giorni avere scorte di cute si sta rivelando prezioso. All’ospedale Niguarda, dove sono in cura 11 ustionati nell’incendio di San Silvestro a Crans-Montana, ne sono stati usati 13 mila centimetri quadrati in una sola settimana, provenienti dalla «Banca dei tessuti». Sono serviti a coprire le ferite di quattro persone, così da ridurre il rischio di infezioni e permettere alla pelle dei pazienti di rigenerarsi.
Per leggere gli articoli pubblicati sul Corriere della Sera cura di Sara Bettoni, cliccare sull’immagine.

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Leonardo, due trapianti ma ora torna a scuola «Grazie al Papa Giovanni»

I genitori: «In Pediatria non abbiamo mai provato sconforto e solitudine»

«Nel dramma di quanto si vive in un ospedale, avete rappresentato quella parte di serenità che siamo riusciti ad avere in questi ultimi anni». A prendere carta e penna è Francesca, la mamma di Leonardo; i destinatari sono i medici e gli infermieri del «Papa Giovanni», dove Leo ha trovato nuova vita. Ora, compiuti i 18 anni, è passato in cura agli ambulatori degli adulti, dopo il lungo percorso con la Pediatria: questo atto apparentemente formale è diventato l’occasione di un grazie, di un abbraccio collettivo, ora che l’esistenza sembra tornata sui binari della normalità.
Per leggere l’articolo pubblicato da l’Eco di Bergamo cliccare sull’immagine.

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