Per vincere la battaglia del trapianto di midollo osseo e sconfiggere il tumore pediatrico, il miglior alleato è dentro di noi, in particolare nei batteri che costituiscono la flora intestinale e che svolgono un ruolo importante per stimolare o inibire le reazioni del nostro sistema immunitario. Riuscire ad attivarli nel modo più efficace è l’obiettivo del progetto avviato da un’equipe di giovani ricercatori guidati da Riccardo Masetti dell’Oncologia ed Ematologia del Sant’Orsola, diretta dal professor Andrea Pession.

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Il progetto è stato finanziato dal Ministero per la Salute grazie al bando per la ricerca finalizzata riservato agli under 40 e coinvolge oltre che il dottor Masetti ed il dottor Zama della pediatria del S.Orsola, il laboratorio farmacologico FaBiT dell’ateneo bolognese e il laboratorio di Immunologia dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma. Punto di partenza è il ruolo che può svolgere il microbiota, ovvero l’insieme dei batteri che si trovano a livello intestinale, nel consentire una corretta ricostituzione immunologica dopo trapianto di cellule staminali emopoietiche.

Dopo il trapianto di cellule staminali emopoietiche – indicato nei tumori ematologici più gravi – le due complicanze più frequenti sono le infezioni e la malattia da trapianto verso l’ospite, cioè il ‘rigetto al contrario’, con il sistema immunitario del donatore che attacca gli organi del piccolo ricevente. In entrambi i casi è decisivo il funzionamento del sistema immunitario, che deve essere attivato nel primo caso e inibito nel secondo. E proprio per questo obiettivo è fondamentale il ruolo del microbiota dell’ospite che interagisce con il nuovo sistema immunitario.

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